PRIMA TAPPA: NORVEGIA. L’ARRIVO E CRONACHE DI ÅS, PAESE-UNIVERSITA’

PRIMA TAPPA: NORVEGIA. L’ARRIVO E CRONACHE DI ÅS, PAESE-UNIVERSITA’


E’ vero che quella che ho descritto non sarà una delle zone più popolate del paese ma neanche una delle più desolate. La Norvegia conta circa 5 milioni di persone, di cui 3 vivono entro un raggio di 100 km da Oslo. E’ un posto dove l’uomo non dà l’idea di essere un parassita della terra che abita, ma ispira invece un senso di equilibrio e di integrazione con gli elementi. Questa purtroppo è in parte solo un’impressione. Il welfare dei Norvegesi è dovuto in buona parte al petrolio del nord, risorsa che nel giro di qualche decennio ha saldato il debito pubblico e rende interessi concreti, che vengono investiti in fondi per le future generazioni, oltre che per sussidi ai giovani e alle famiglie (roba da fantascienza insomma per un figlio dell’Italia delle contraddizioni). Inoltre quello che vedo oggi, è un territorio ristrutturato; i nostri cugini vichinghi infatti, seppur una manciata in confronto alla popolazione italiana, avevano fatto un bel casino quassù. Di legno ce n’era tanto, e altrettanto c’era tanto freddo e tante case da costruire. Fu così che un ingente parte delle foreste norvegesi venne rasa al suolo, e questo bel paese non aveva la stessa faccia che ha ora. Ma questo popolo è lungimirante, e investe bene, ha risorse e le utilizza: buona parte dell’energia elettrica consumata è sopperita dagli impianti idroelettrici, grandi dighe a sbarrare i non scarsi fiumi novegesi. I boschi sono stati ripiantati e la Norvegia è di nuovo un giardino.

Questa mirata gestione delle risorse ha contribuito a generare uno stile di vita elevato. Ed è proprio questa la grande chimera per il povero italiano proletario in scandinavia, da un lato un attraente offerta, dall altro un bassissimo potere d’acquisto. Costa tutto uno stonfo! “Oddio qui’ mi rimangono solo le mutande, mi tolgono persino il Breil…”.
Calma, anche qui si deve diffidare dagli sterotipi. La Norvegia è cara ammazzata, è vero, ma c’è modo di sopravvivere senza dover contattare lo zio d’america per un bonifico d’emergenza.
Ad Ås sono ospite dal mitico Camme, economista in erba dottorando alla Norwegian University of Life Sciences (un’altra buon anima che cerca di salvare il mondo, lui attraverso la prevenzione degli incendi in amazzonia – capito, qua a 60 gradi di latitudine hanno pure i fondi per fare ricerca sugli incendi in Brasile). Qui un pranzo per 3 a panini e bibite al cafè del centro può costare 40 euro, ma una cassettina di fragole al banchetto ambulante può costare meno che in Italia. I negozi dell’usato sono numerosi e ben forniti e ci si può arredare la stanza con 100 euri o poco più, o rifarsi il guardaroba per una sciocchezza. La differenza sta nella filosofia: volontariato anzichè lucro.
Ås, che si pronuncia (os) , con una O grave e dai toni bassi come se aveste il broncio, è un ridente paesello lontano mezz’ora di treno da Oslo. Ospita circa 15 mila abitanti di cui penso poco meno della metà siano studenti. L’università pare una Cambridge in miniatura (lo dice uno che fuori dal plesso universitario di Firenze, di atenei non ne ha mai visti 🙂 ), palazzi storici, laghetto, e un giardino all’inglese con alberi maestosi e erba tagliata col calibro, ovviamente da studenti-giardinieri impiegati dall’Università.

 No seriamente, mi sembra di capire che qui per studiare sia il paese dei balocchi; soldi alla ricerca come se piovesse, corsi di studio quasi tax free, sussidi e prestiti d’onore agli studenti senza molto ritegno. Gli ingenieri hanno un’intera officina meccanica per sbizzarrirsi e al Camme l’Università gli ha pagato l’entrata al lunapark come benvenuto. “Il benvenuto?!” ma scherziamo, qui lo studente si sente coccolato, una vera risorsa su cui investire. E con la disoccupazione al 3% studiare ha pure un ritorno garantito. Insomma un paese con molto da offrire ed una bella energia, nella terra e nelle persone.

A segnare l’inizio di un viaggio all’insegna dell’avventura, sono stati gli scorsi 7 giorni su una, o meglio ben 2 zattere fatte di tronchi e materassini da spiaggia, zaini, ragazzi e ragazze. Ebbene si, quassù anche il gentilsesso si sgrofana nel di unta e mogliata la terra il pelo. Biondolo. Seppur dall’aspetto tutt’altro che scarso, nei confronti dell’avventure selvagge, modi decisamente da camionista si porta, e poco di cui schifarsi si vanta. La femmena norvegesa.

(immensa gratitudine al Camme per quest’ultima integrazione)
Questa è un altra storia però.

Coming soon

Pace!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...